Piani d’azione nazionali e/o altri documenti relativi alle politiche nazionali

La legge del 2006 è stata seguita da due piani nazionali (2007 e 2011) con stanziamento di fondi dedicati per la loro attuazione.

Al fine di realizzare e coordinare meglio i compiti assegnati dalla legge, nel 2006 la Ministra per le Pari Opportunità ha istituito una Commissione per la prevenzione e la lotta alla pratica delle mutilazioni genitali femminili, presieduta dalla Ministra e composta da funzionari pubblici ed esperti. Nel gennaio 2007, la commissione ha approvato il primo piano strategico. Il piano è stato definito in un bando pubblico, pubblicato nell’agosto del 2007, volto a finanziare progetti per prevenire e combattere la pratica delle mutilazioni genitali femminili in tre diversi ambiti: azioni/progetti di ricerca, campagne di sensibilizzazione e corsi di formazione. Il bando pubblico ha ammesso regioni, autorità locali e amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, oltre ad organismi del Terzo Settore, organizzazioni non-profit che hanno come obiettivo principale la tutela della salute e dei diritti umani dei migranti1)Ibidem.

Nel gennaio 2011, la commissione ha approvato il secondo piano strategico per la prevenzione e la lotta alle MGF sulla base della ratifica dell’accordo della Conferenza Stato Regioni del 6 dicembre 2006. Sono stati finanziati principalmente progetti regionali e ricerche realizzati da Regioni, autorità locali, amministrazione del Servizio sanitario nazionale e enti del terzo settore e organizzazioni non-profit.

Le MGF sono una priorità programmatica della cooperazione italiana e questo si sostanzia sia a livello bilaterale che multilaterale. Infatti, per quanto riguarda i progetti internazionali previsti dall’articolo 7 della legge 7/2006, la Cooperazione Internazionale italiana sostiene attraverso contributi volontari annuali le attività di UNWOMEN e UNFPA e continua a essere uno dei maggiori donatori del Programma congiunto UNFPA/UNICEF sulle MGF/E.


Linee guida multidisciplinari/Protocolli

A livello nazionale

Commissione nazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Dipartimento per le Pari Opportunità (a cura di) (2001). Mutilazioni genitali femminili: cura e prevenzione. Linee guida per operatrici e operatori sanitari, sociali e educativi. Roma: Dipartimento per le Pari Opportunità

A livello regionale

Abruzzo

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      Di Marcantonio, G. (ed.) (2008).

Il mediatore culturale specializzato nella prevenzione e nel contrasto delle mutilazioni genitali femminili

    . Book produced in the framework of the project DADA-FORM – Diritti e Autonomia per le Donne Africane.

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      Di Marcantonio, G. (a cura di) (2009).

La prevenzione ed il contrasto delle mutilazioni genitali femminili nella scuola

    . Volume realizzato nell’ambito del progetto DADA-FORM – Diritti e Autonomia per le Donne Africane.

Abruzzo e Sicilia
Le Onde Onlus (2010). Progetto IRIS – Interventi contro la violenza di genere verso le donne. Ricerca e sperimentazione di sportelli specializzati: Linee guida e raccomandazioni. Palermo: Arti Grafiche Palermitane.

Emilia – Romagna
Regione Emilia – Romagna (2001). Progetto n. 9. Le mutilazioni genitali femminili nella popolazione immigrata (dicembre 2000 – febbraio 2001). Raccomandazioni per i professionisti. Gianfranco Gori, coordinatore della Commissione che ha curato l’indagine e l’adattamento delle Linee guida.

Lombardia
Re, A. (a cura di) (2011), Le Mutilazioni Genitali Femminili: Vademecum per operatori sanitari, socio-sanitari e scolastici.

Toscana
Laurenzi, E. (a cura di) (2006). Profilo informativo del fenomeno delle mutilazioni genitali femminili. Conoscerle per prevenirle. Elaborato su iniziativa del Gruppo di lavoro multidisciplinare sulle Mgf istituito dalla Regione Toscana nel 2003.


Istituzioni (tavole rotonde, gruppi di lavoro, comitati ministeriali, etc.)

Oggi la Commissione per la prevenzione e la lotta alla pratica delle mutilazioni genitali femminili (si veda Piani d’azione nazionali e/o altri documenti relativi alle politiche nazionali) non esiste più e non è previsto né discusso nessun piano nazionale specifico. Esistono tavole rotonde ragionali che si riuniscono a scadenze non prefissate, come ad esempio il Tavolo Tecnico Regionale Regione Toscana, a composizione multidisciplinare.